Ecco la sorellina della Red Bull: ma è giusto permettere la multiproprietà in Formula 1?

C’era una volta la Minardi, poi diventata Rosso Rosso e quindi Alpha Tauri. Oggi si chiama Visa Cash App RB. Al peggio non c’è mai limite nelle fantasie perverse degli uomini che gestiscono il marketing in Formula 1 (e non solo). Già me lo immagino il povero Vanz a dover parlare di Visa Cash App… Era meglio Racong Bulls come avrebbe dovuto essere… Chiamimola per comodità RedBullina dai che è meglio. Anche perchè a giudicare dalle foto è davvero una copia della monoposto dominatrice della scorsa stagione.

Il team gestito da Peter Bayer (il ceo) e dall’ex ferrarista, Laurent Mekies (team principal) ha deciso di cambiare completamente rotta e ispirarsi il più possibile alla Red Bull da cui ha preso ispirazione per l’areodinamica, ma soprattutto ha ereditato sospensioni e cambio sfruttando al massimo (e forse anche un pelo oltre) quanto concesso dal regolamento. 

La nuova RedBullina con motore Honda e Tsunoda + Ricciardo alla guida, diventa un’avversaria scomoda per le posizioni di rincalzo. Difficile possa arrivare a lottare con Ferrari, Mercedes e McLaren, ma se la Aston Martin non si darà una mossa come all’inizio della stagione scorsa, il rischio di ritrovarsi a lottare con la RedBullina esiste tutto. Per non dire della Alpine che si fa tutta da sola e non ha aiuti neppure per sviluppare il motore vista la mancanza di un team clienti.

A questo punto però è lecito farsi una domanda: è logico e regolare continuare a permettere che due squadre dipendano da una sola proprietà. Stiamo parlando di due squadre su 10, il 20%. In regime di budget cap, avere la possibilità di uno scambio di informazioni così diretto sembra davvero un contro senso. Tra Red Bull e RedBullina il rapporto è decisamente differente da quello esistente tra Ferrari e Haas e non è detto che il travaso vada in un’unica direzione. Il team più piccolo può aiutare il più grande nello sviluppo, spendere in una direzione facendo risparmiare sul budget il team principale. Piuttosto che dire non agli Andretti, forse è questo un argomento di cui discutere. Perchè nel calcio, per fare un esempio, le multiproprietà sono vietate? Possibile che la Formula 1 in un momento in cui in molti vorrebbero entrare non ci abbia pensato seriamente?

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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